
…che poi ti alzi in un giorno di agosto, magari dopo avere passato gli ultimi nel tuo finto e freddo appartamento leggendo e pensando a qualcosa di cui proprio non te ne frega nulla, e capisci che è ancora agosto, che c’è caldo, che i negozi sono ancora chiusi, che magari non è proprio tempo di maniche lunghe, che probabilmente additi come cretino il solito fighetto del momento che pur di sfoggiare la sua blusa armani con la zoccoletta di turno cammina a maniche lunghe con 31 gradi, che preferisci stare altri ripetuti 3 o 4 volte 10 minuti nel letto, pur di non andare all’università, sebbene sai che suderai come una spugna appena alzata dal secchio pieno in quel crogiolo di apatia ed ozio,…, che poi realizzi veramente che Agosto, e tutto quello che questo mese rappresenta, è finito.
Ed è veramente l’ora di ripoggiare il culo – che da tanto sempre di più aumenta di volume – sulla tua sedia da ufficio pagata 300 euro, che ti hanno venduto come ergonomica-scacciamaldischiena, quando in verità è solo una sedia come tante, e riprendere la lunga e forsemonotonapiatta, vita invernale. Soprattutto quando anche il tempo ce ne mette del suo. E vedi che piove, con 28°C.
E previdente del futuro – forse per la prima volta – esci con l’ombrello, ed un piccolo nodo alla gola, lo sguardo perso per breve nel vuoto, e quel sorrisino malinconico che ha sulle labbra ancora il ricordo del profumo e dei sapori della ormai defunta estate…
Si riparte. In quinta.