
Sia ben chiaro. A me Dota carica parecchio.. mi fa salire l’adrenalina, il cuore in certi momenti pompa a palla, gli occhi non sbattono per tantissimo tempo, ogni kill è una scarica che sento, soprattutto se accompagnato che so, da un first blood, o da qualche altra blasfemia dei compagni di squadra. Il che di certo non fa bene al mio già gracile e malandato corpo da venticinquottantenne.
Ma questa è un’altra storia.
Il vero problema invece, è che ieri, dopo le 3 vittorie consecutive che mi hanno visto sempre nei posti più alti della classifica – oh oh oh -, i discorsi fatti con max – massimo, massimo!! (da dire con il braccio alzato che si muove) – mi hanno veramente intristito. Anzi.. forse arrabbiare, sconsolare, desolare, schifare, deludere… di tutto quello che è questo posto e le persone che lo abitano ed alimentano il circuito che ha portato, e continua a spingere, questo strano posto dove vivo che ha tanto da dire, ma di cui nessuno parla…
Non che le cose dette ieri mi fossero nuove, però di solito a letto, dopo una dotata, rivivo le guerre epiche appena combattute. Ma ieri, nel mio crogiuolo, di Rikimaru, SandKing, Slardar, Bonefletcher e Sniper, non vi era neanche l’ombra.



