Come passa il tempo. Saranno stati 5 o forse 6 anni fa che mi iscrissi all’università.

Al quel tempo ero convinto che avrei spaccato tutto, che sarei stato il migliore, che il mondo era in mano mia. Al quel tempo ero eccitato ogni mattina, perchè mi alzavo presto per andare in facoltà a seguire i corsi, a partecipare alle lezioni, a confrontarmi con gli altri, e, perchè no, a non vedere l’ora di fare esami per dimostrare – a chi poi? – che valevo. Che un cazzo di numero sul mio ora logoro libretto universitario potesse fare di me una persona migliore.

Per carità. Era il mio scopo di vita collezionare materie.

E d’un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione.

Si. Mi ritengo un cervelluto, un superiore, uno che sa tutto. Ed in effetti forse, nel mio campo, potrei anche azzardare di dire di esserlo. Per carità, non _so_tutto_ nel senso letterale del termine. Ma mi reputo uno che capisce le cose. Forse troppo velocemente. Di quella velocità che mi rende magari un po’ superficiale, che mi fa tendere ad improvvisare tutto. Spesso mi riesce. A volte no.

E questo non avere sempre successo mi crea paura. E la paura mi fotte.

Tutto questo per dire cosa? Semplicemente che fare esami all’università mi sembra, ora, una cosa insormontabile, una lotta contro il professore di turno, per dimostrare non che si ha studiato o si  ragioni, ma che si ha avuto la stupidità di essere riuscito ad imparare – a memoria ? – quelle cose che lostesso vuole sentirsi ripetere all’esame per beccarsi la materia.

Ed io non lo so fare più. E mi incazzo.

Posted by ...e..., filed under Blog Privato. Date: agosto 31, 2008, 4:11 pm | No Comments »

Saranno passati 6 anni almeno, da quando questa brutta canzone accompagnava me ed il mio omonimocuginomigliorcompagnodiviaggiEugenio per le strade più arzigogolate e contorte della Sicilia. Giusto in periodi come questi di fine Agosto. C’era di certo qualche anno e tanti chili in meno, ..e forse meno malinconia di un passato più sereno.


La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita ugualmente concrete
vicino all’incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente si incontrano
e poi, disperate, ripartono
tristi, così come sono arrivate.
Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all’incrocio pensò:
“aspettiamo che arrivi l’estate”
l’estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce, l’odore di verze marcite
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l’autostrada
ci porterebbe senz’altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua
la chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce
e forse un po’ più di vernice
ed un’unica luce fornita da fiaccole appese
imbevute di pece
fu lì che la vidi a braccetto col prete
era il 5 di aprile
e tirava una brezza che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro, ma forse davvero sorrise
perché all’improvviso fu molto più forte l’odore del pane alle olive
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l’autostrada
ci porterebbe senz’altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
“mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole” mi disse
e a te cosa piace?
“mi piace sentire la forza di un’ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l’estate”
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire
l’incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l’incrocio-la casa-la chiesa-la croce
ed in più lo spettacolo atroce di tutta…
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
la gente
che passa
ci guarda
ci osserva
e prosegue veloce

Posted by ...e..., filed under Musica. Date: agosto 26, 2008, 9:56 pm | No Comments »

26  ago
Endestate

…che poi ti alzi in un giorno di agosto, magari dopo avere passato gli ultimi nel tuo finto e freddo appartamento leggendo e pensando a qualcosa di cui proprio non te ne frega nulla, e capisci che è ancora agosto, che c’è caldo, che i negozi sono ancora chiusi, che magari non è proprio tempo di maniche lunghe, che probabilmente additi come cretino il solito fighetto del momento che pur di sfoggiare la sua blusa armani con la zoccoletta di turno cammina a maniche lunghe con 31 gradi, che preferisci stare altri ripetuti 3 o 4 volte 10 minuti nel letto, pur di non andare all’università, sebbene sai che suderai come una spugna appena alzata dal secchio pieno in quel crogiolo di apatia ed ozio,…, che poi realizzi veramente che Agosto, e tutto quello che questo mese rappresenta, è finito.

Ed è veramente l’ora di ripoggiare il culo – che da tanto sempre di più aumenta di volume – sulla tua sedia da ufficio pagata 300 euro, che ti hanno venduto come ergonomica-scacciamaldischiena, quando in verità è solo una sedia come tante, e riprendere la lunga e forsemonotonapiatta, vita invernale. Soprattutto quando anche il tempo ce ne mette del suo. E vedi che piove, con 28°C.

E previdente del futuro – forse per la prima volta – esci con l’ombrello, ed un piccolo nodo alla gola, lo sguardo perso per breve nel vuoto, e quel sorrisino malinconico che ha sulle labbra ancora il ricordo del profumo e dei sapori della ormai defunta estate…

Si riparte. In quinta.

Posted by ...e..., filed under Blog. Date: agosto 26, 2008, 9:45 pm | No Comments »

Rivedendo Il 7 e l’8 per l’ennesima volta mi ha colpito questa canzone sulla sicilianità di Vinicio Capossella. Bella.

Salsicce fegatini
viscere alla brace
e fiaccole danzanti
lamelle dondolanti
sul dorso della chiesa fiammeggiante

vino, bancarelle
terra arsa e rossa
terra di sud, terra di sud
terra di confine
terra di dove finisce la terra

e il continente se ne infischia
e non il vento
e il continente se ne infischia e non il vento
Mustafà viene di Affrica
e qui soffia il vento d’Affrica
e ci dice tenetemi fermo
e ci dice tenetemi fermo

ho il ballo di S. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

La desolazione che era neela ser
s’è soffiata via col vento
s’è soffiata via col rhum
s’è soffiata via da dove era ammorsata
Vecchi e giovani pizzicati
vecchie e giovani pizzicati
dalla taranta, dalla taranta
dalla tarantolata
cerchio che chiude, cerchio che apre
cerchio che stringe, cerchio che spinge
cerchio che abbraccia e poi ti scaccia

ho il ballo di S. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

dentro il cerchio del voodoo mi scaravento
e lì vedo che la vita è quel momento
scaccia, scaccia satanassa
scaccia il diavolo che ti passa
scaccia il male che ci ho dentro o non stò fermo
scaccia il male che ci ho dentro o non stò fermo

A noi due balliam la danza delle spade
fino alla squarcio rosso d’alba
nessuno che m’aspetta, nessuno che m’aspetta
nessuno che mi aspetta o mi sospetta

Il cerusico ci ha gli occhi ribaltati
il curato non se ne cura
il ragioniere non ragiona
Santo Paolo non perdona

ho il ballo di s. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

Questo è il male che mi porto da
trent’anni addosso
fermo non so stare in nessun posto
rotola rotola rotola il masso
rotola addosso, rotola in basso
e il muschio non si cresce sopra il sasso
e il muschio non si cresce sopra il sasso

scaccia scaccia satanassa
scaccia il diavolo che ti passa
le nocche si consumano
ecco iniziano i tremmori
della taranta, della taranta
della tarantolata…

Posted by ...e..., filed under Musica. Date: agosto 25, 2008, 6:23 pm | No Comments »

24  ago
Stranger than Life

Qualche volta la Vita è più strana e fa più paura di un film. Certe cose sembra facciano paura e siano situazioni così tragiche e singolari che si pensa che siano solo sceneggiati da schermo televisivo. Ed in effetti lo sono.

La realtà è anche peggio.

Buona Domenica.

Posted by ...e..., filed under Blog. Date: agosto 24, 2008, 1:24 pm | No Comments »

No no no. Così proprio non va. E’ da troppo tempo che studio sempre le stesse cose. energia interna, pressione, temperatura, calore, entropia, entalpia, sistemi aperti, compressori, pompe, cicli termodinamici, valvole di laminazione, conduzione, convezione, irraggiamento, tubi, condotti, scambiatori di calore, alette di raffreddamento, equazione di bernoulli ideale e reale, viscosità dei fludi semireali e abaco di moody. Credo di essere riuscito a scrivere il programma della bellissima e tanto amata fisica tecnica.

Si si. Ormai penso che questa materia ha un posto speciale nel mio cuore. Quando – chissà quando – me la leverò non saprò più cosa studiare. Si si. Tra questa e campi elettromagnetici, non so cosa mi ha levato più tempo, energie e lasciato di sconvolto ed amareggiato.

Ma si! tutto ha un senso. tutto è secondo il piano che il destino ha per me. Affinchè avrò il mio giusto posto nel mondo è d’obbligo che io debba passare così tanto tempo studiando una materia che di certo mi servirà. Si. da buon ingegnere elttronico dovrò di certo sapere benissimo l’abaco di moody ed il ciclo bryton-joule. Ed anzi mi chiedo come ho fatto finora a vivere senza conoscerlo. E come fa il resto della gente a campare con cotale ignoranza, perbacco!

Ma comunque!

L’estate è finita, a momenti riprenderà il solito tran-tran quotidiano-invernale ed i buoni propositi che mi ero imposto qualche giorno fa, sono già andati a quel paese. Ho fame ma non c’è niente da mangiare.

-.- shit.

Meglio perdere meno tempo su internet, e tornare ai miei compressori e alle mie pompe.

Posted by ...e..., filed under Blog. Date: agosto 20, 2008, 6:41 pm | No Comments »

15  ago
Ferragosto Dotante

Per me Dota è importante. Quasi quanto lo studio. Si intende.. lo studio di meno :P

Ed è proprio qui l’errore: dare importanza ad un videogioco. Non che non l’abbia. Tuttaltro; sono infatti grandi le gioie, quasi orgasmatiche, che si prova quando si vede il proprio nick in cima alla classifica, quando con il proprio team si riesce a battare per diverse volte consecutive i campioni di Italia, quando dopo una dura nottata di epiche battaglie – e se il caso irripetibili bestemmie – una granita ghiacciata con un brioche gigante aspetta solo di essere mangiata….

Ma sono altrettanto gravi e tristi le battute di Dota quando su due partite non se ne vince neanche una. Specie se le partite sono fatte in una mattina di Ferragosto.

Mi sono rovinato l’ultimo giorno di vacanza.

Posted by ...e..., filed under Blog, Dota. Date: agosto 15, 2008, 1:31 pm | No Comments »

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