Spesso vorrei avere la possibilità di scrivere il mio blog in qualsiasi posto, qualunque cosa stia fancendo… guidando, studiando, camminando… perchè i pensieri che mi vengono nei momenti più disparati della giornata, non riesco mai a ricordali per metterli qui su carta.. o meglio su harddisk
Oggi mi è capitata un’esperienza che probabilmente ha dell’incredibile: sono stato in un paese qui di provincia per fare una consulenza (oggi il sopralluogo e prime verifiche di campo).
Bene, nei tempi morti sono stato un po’ sulla nazionale, la (unica?!? ) strada del paese su cui si affacciano il 99% dei negozi ed il traffico è immane. Mi aspettavo questo da un paese del cazzo di 6000 abitanti che si sviluppa in 2 Kilometri di lunghezza.
Ciò che invece mi ha, come dire, sconvolto è come in questo paese sembra di essere negli anni 30, della grande mafia: tutti si conoscono, tutti si salutano (e fin qui niente di strano per una piccola realtà..), tutti parlano di elezioni (siamo in periodo..pero’..) e di come si possano portare i voti ai partiti/amici/parenti/conoscenti, in maniera così precisa e peculiare, e oserei anche dire prepotente, che lascia pensare parecchio come _IO_ sia fuori e non capisca questi movimenti.
Ma vabbè siamo sotto elezioni.. è “normale” (??). Pero’ tutti sanno quanti voti arriveranno a quale partito. E non sbagliano. Incredibile.
Mi ha lasciato proprio come un cretino quanndo ad un tratto in questa strada è passata una macchina – forse una Mercedes – scura. Allorchè tutti in silenzio a guardare con riverenza il conducente della macchina. A detta poi di un indigeno era il capo del paese.
Non il sindaco.
Il capo.
Certe situazioni pensavo non esistessero, o fossero solo frutto della fantasia di Camilleri.
Invece no. sono qui. e sono reali…
Ho capito che c’e’ tutto un mondo che non conosco.